Trekking guidato costiero nel Golfo di Orosei, di 8 giorni
Descrizione
Tra le falesie calcaree dell’Ogliastra e le acque del Golfo di Orosei, il trekking Selvaggio Blu in Sardegna si muove su cenge, pietraie e vecchie tracce di pastori. Si cammina spesso sospesi sul mare: sotto, cale trasparenti dove fermarsi a rinfrescare la pelle; sopra, ginepri contorti e profumo di macchia. È un’esperienza itinerante guidata, con tappe giornaliere e rientro serale in piccole ospitalità; per chi lo desidera, alcune notti possono diventare bivacco in tenda, con cena semplice attorno al fuoco. Il ritmo è quello del passo sicuro, tra salite brevi ma decise e lunghe discese verso l’acqua, fino all’arrivo nella zona di Cala Gonone. Nei giorni limpidi la costa diventa una linea di roccia e luce, e il cammino è una lettura continua di appoggi e orizzonti.
A chi è rivolta
È adatto a chi ha già confidenza con il trekking costiero e con tappe consecutive: terreno roccioso, passaggi irregolari, tratti esposti che richiedono attenzione e passo fermo. Funziona per persone abituate a camminare in gruppo con guida, accettando un’andatura condivisa e pause legate al caldo e all’acqua disponibile. È indicato per chi ama alternare sentiero e bagno, e per chi trova piacere in una logistica essenziale, con notti in agriturismo e, se previsto, qualche sera in bivacco. Potrebbe non essere la scelta giusta per chi soffre l’esposizione sul mare, per chi cerca comfort costante o per chi preferisce percorsi larghi e regolari. Lo zaino resta leggero perché si porta il necessario della giornata, ma serve autonomia nel gestire caldo, vento e salsedine.
Il territorio e gli elementi del paesaggio
Il percorso si sviluppa lungo la costa orientale della Sardegna, nel tratto più selvatico dell’Ogliastra, dentro e ai margini del Parco Nazionale del Golfo di Orosei e del Gennargentu. Si parte da Santa Maria Navarrese e ci si sposta tra balconi naturali e canaloni che scendono al mare: Pedra Longa è un riferimento verticale, le cenge di Girilai insegnano a leggere la roccia, e poi arrivano nomi che in mappa sono piccoli ma a terra diventano mondi, come Porto Pedrosu e Porto Cuau. Il Supramonte di Baunei appare con i suoi tavolati e i “cuiles”, vecchie strutture pastorali ancora usate come punti d’appoggio. L’altopiano del Golgo cambia tutto: più vento, più spazio, pietra e macchia, e poi la discesa a Cala Goloritzé, con il calcare chiaro e l’acqua turchese. Verso sud-est il cammino tocca Cala Sisine e Cala Luna, dove la costa si addolcisce prima dell’arrivo a Cala Gonone.
Come si svolge
L’esperienza dura 8 giorni e si muove in traversata: trasferimento iniziale sul mare a Santa Maria Navarrese, controllo materiale e prima sera di assetto. I giorni di cammino seguono sentieri costieri e risalite interne, con dislivelli che si concentrano nelle ore fresche e pause frequenti quando si scende alle cale. La guida gestisce orientamento e sicurezza nei tratti più ruvidi, mantenendo un ritmo regolare e lasciando spazio ai bagni quando le condizioni lo permettono. Le notti alternano agriturismo e alloggi spartani; in alcune date, si può scegliere il bivacco in tenda, con approvvigionamenti organizzati e cena semplice. Il finale arriva a Cala Gonone, e l’ultimo giorno riporta a Olbia/Cagliari con tempo per sciogliere la fatica e riprendere la luce del mare.
G1 Arrivo a Olbia/Cagliari e trasferimento a Santa Maria Navarrese
G2 Balconi sul mare e avvicinamento a Pedra Longa, prime salite interne
G3 Cenge e crinali verso Girilai, discesa a cale e approdi dell’Ogliastra
G4 Risalita al Golgo e discesa a Cala Goloritzé, rientro in quota
G5 Traversata sull’altopiano e discesa verso Cala Sisine
G6 Ultima sequenza costiera tra cale e boschetti, arrivo nell’area di Cala Gonone
G7 Giornata più distesa tra mare e camminate leggere lungo costa o entroterra
G8 Rientro a Olbia/Cagliari e chiusura del viaggio
Come nasce questa esperienza
Questo itinerario nasce dal bisogno di rendere accessibile il Selvaggio Blu senza snaturarne il carattere: roccia viva, vuoti sul mare, tracce sottili che chiedono attenzione. La proposta è stata costruita sul terreno, scegliendo tappe che permettono di camminare leggeri e di chiudere ogni giornata con un punto d’appoggio reale, tra Santa Maria Navarrese, l’area di Baunei e Cala Gonone. La versione “in cammino” mantiene l’essenza del percorso, ma elimina i passaggi più alpinistici, puntando su sentieri, cenge e canali percorribili con passo escursionistico e guida ambientale. La possibilità di inserire notti in bivacco non è un effetto speciale: serve a stare più vicini al ritmo della costa, ascoltare vento e mare quando il sole cala, e vivere i “cuiles” come luoghi di passaggio e non come nomi. Il disegno complessivo tiene insieme acqua, ombra e logistica, così che il viaggio resti una traversata e non una somma di escursioni scollegate.
Il segno che lasciamo
Ogni esperienza o viaggio è pensata per avere un impatto positivo sul territorio: attraversare i luoghi lentamente, sostenere realtà locali, scegliere posti e pratiche che contribuiscono a mantenere vivo e curato il paesaggio che incontriamo.
In questo trekking lungo il Golfo di Orosei l’attenzione si traduce in scelte quotidiane: pernotti e pasti legati a piccole ospitalità, rifornimenti calibrati per ridurre sprechi, uso responsabile dell’acqua nelle zone più secche dell’Ogliastra. Sul sentiero si cammina in fila nei tratti delicati, evitando scorciatoie che rovinano la macchia e le cenge. Nelle cale ci si ferma con discrezione, rispettando chi arriva via mare e lasciando la spiaggia come trovata, senza rumore e senza tracce. Quando si attraversano aree pastorali, cancelli e recinti vengono richiusi, e i punti di sosta restano quelli già segnati dall’uso, per non allargare l’impronta del passaggio.
Lo stesso passo, altrove
In Sardegna il passo può cambiare ritmo e tema: Sardegna con l'archeologa intreccia cammino e siti nuragici. Per un trekking sul mare in un altro territorio, La costiera Amalfitana segue sentieri tra macchia e panorami costieri. Altre proposte nella sezione Escursionismo.
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