Difficoltà

(4/5)

Traversata di sci alpinismo vista mare sulle Alpi Marittime

Quota di partecipazione su richiesta

Sette giorni itineranti con guida, sciando vista mare tra rifugi e vallate


Descrizione

Pelli che scivolano sulla neve compatta, il fruscio degli sci in salita e, oltre le creste, una striscia di blu che resta sempre lì: il Mar Ligure. Questa traversata di sci alpinismo nelle Alpi Marittime si muove tra valloni riparati e dorsali aperte, con tappe pensate per tenere un passo costante e arrivare a sera con energie vere. È un viaggio itinerante di sci alpinismo guidato, con pernotti tralocande di valle e rifugi non attrezzato dove si dorme vicino alla montagna, lontano dalle luci. In giornate terse la linea dell’orizzonte si allunga fino alla Corsica, e la discesa diventa un modo concreto di attraversare l’inverno, senza fretta e senza rumore. La sera si chiude con gesti semplici: asciugare le pelli, controllare l’itinerario, ascoltare il vento.

A chi è rivolta
È pensata per chi pratica già scialpinismo e vuole una settimana di sci alpinismo vista mare su terreno vario, con dislivelli quotidiani da affrontare con continuità e buona gestione del ritmo. Serve confidenza con inversioni, tratti a piedi se necessari e discese in neve non sempre “da cartolina”. La presenza di una guida di alta montagna aiuta a leggere meteo, stabilità del manto e scelta dei pendii, e rende possibile un viaggio in piccolo gruppo senza dover forzare decisioni. Potrebbe non essere adatta a chi è alla prima esperienza con pelli, a chi cerca solo gite giornaliere comode, o a chi preferisce itinerari già tracciati e impianti vicini. È richiesto allenamento per 5–7 ore in ambiente e dimestichezza con ARTVA, pala e sonda.

Il territorio e gli elementi del paesaggio
Il cuore del viaggio è nelle Alpi Marittime, dove l’inverno ha un carattere particolare: l’aria che sale dal mare si mescola alla quota e cambia neve e luce nel giro di poche ore. I percorsi attraversano valloni appartati, lariceti radi e ampie conche sopra le borgate del Cuneese, con passaggi su colli che guardano verso la Liguria e, più in là, la costa. Qui la montagna è frequentata poco in stagione fredda: si trovano più spesso tracce di camosci e pernici bianche che segni di passaggio umano. La traversata alterna salite su dorsali ventate, dove la neve si indurisce, a pendii più protetti nei boschi, dove si lavora di equilibrio e lettura delle forme. Nei giorni limpidi la vista spazia fino ai rilievi della Corsica, e lo sciare diventa un attraversamento tra mare e monti che resta riconoscibile anche senza cercare cime celebri. I trasferimenti tra le valli sono brevi, così il tempo resta sulle pelli e non in auto, seguendo la neve migliore.

Come si svolge
Il viaggio dura 7 giorni e segue una logistica lineare: ogni mattina si parte con pelli e assetto da scialpinismo, si sale con passo regolare e si scende scegliendo la linea più adatta alle condizioni del momento. La guida di alta montagna imposta la traccia, gestisce i passaggi più delicati e mantiene l’attenzione su sicurezza e tempi, lasciando spazio a tecnica e lettura del terreno. Una parte della settimana prevede 4 notti in un rifugio non attrezzato: si dorme in quota, e un supporto logistico dedicato porta cibo e bevande per rendere il soggiorno essenziale ma comodo. Le altre notti sono in locande di valle, utili per asciugare materiale e recuperare. Ogni tappa viene adattata a meteo e neve, così la traversata resta coerente e sostenibile giorno dopo giorno.

Come nasce questa esperienza
L’idea nasce dall’abitudine di esplorare le Marittime in inverno quando le valli sono quiete e le strade finiscono in borgate piccole, dove il silenzio arriva presto. In queste montagne il mare è vicino ma non facile: per tenerlo in vista serve scegliere valichi e dorsali giusti, e costruire una traversata che non sia una somma di gite scollegate. Da qui la scelta di un itinerario con tappe ragionate e una guida alpina come filo continuo tra condizioni, sicurezza e qualità dello sci. Le notti in rifugio non attrezzato sono state volute per restare dentro la montagna anche dopo il tramonto, senza trasformare la settimana in spedizione. L’alternanza con locande di valle completa il disegno, mantenendo un ritmo umano e un contatto diretto con chi vive queste valli tutto l’anno. È così che lo scialpinismo rimane viaggio, non gara.

Il segno che lasciamo
Ogni esperienza o viaggio è pensata per avere un impatto positivo sul territorio: attraversare i luoghi lentamente, sostenere realtà locali, scegliere posti e pratiche che contribuiscono a mantenere vivo e curato il paesaggio che incontriamo.
In questa traversata il principio si vede nelle scelte quotidiane: piccoli gruppi, partenze senza inseguire la traccia degli altri, soste in valle presso strutture e cucine locali che restano aperte anche in inverno. In quota si sale e si scende su linee che evitano aree sensibili per la fauna e si cura l’essenziale: rifiuti riportati a valle, attenzione ai rumori, rispetto delle tracce già presenti senza allargarle sui pendii. La logistica del rifugio riduce spostamenti inutili e permette di restare in montagna senza caricare le valli di traffico, lasciando che il paesaggio resti il centro. Anche il tempo di recupero fa parte dell’attenzione.

Lo stesso passo, altrove
Se resta voglia di attraversamenti nelle stesse montagne, Traversata delle Alpi Marittime sposta il passo sui sentieri. Per uno sci alpinismo con un altro tipo di vista, Sci alpinismo sull’Etna porta la neve su un vulcano. La raccolta completa è nella pagina Sci alpinismo.

  • Sci alpinismo
  • sci alpinismo, Alpi Marittime, vista mare, traversata, rifugio
  • Quota di partecipazione su richiesta
  • Durata:7 giorni
  • Periodo dell'anno:Inverno

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