Sette giorni guidati su multipitch tra Sella, Catinaccio e Cortina
Descrizione
Il primo impatto con le Dolomiti arriva dal colore: pareti chiare che al mattino sembrano fredde e, alla sera, prendono una luce rosa che resta negli occhi. In questa settimana di arrampicata nelle Dolomiti si scala su grandi bastioni di calcare, con giornate costruite attorno alle vie lunghe più adatte al livello della cordata. Il ritmo è quello della montagna: avvicinamenti su ghiaioni e cenge, mani sulla roccia ruvida, soste dove il vuoto si apre sotto i piedi. È un viaggio di arrampicata nelle Dolomiti guidato, con attenzione a manovre e scelte in parete, e con il tempo necessario per capire la linea e respirare l’ambiente. Tra un tiro e l’altro passano silenzi, corde che scorrono, e quel modo tutto dolomitico di stare in verticale senza fretta.
A chi è rivolta
È pensata per chi arrampica già su falesia o monotiri e vuole portare quella tecnica su itinerari a più tiri, imparando a muoversi con continuità in ambiente. Funziona per coppie di cordata che desiderano consolidare soste, calate, comunicazione e gestione del materiale, con una guida che accompagna e rende leggibili scelte e passaggi. Serve un minimo di allenamento per giornate da 5–7 ore tra avvicinamento, salita e rientro, e una disposizione a stare concentrati anche quando il meteo cambia in fretta. Potrebbe non essere adatta a chi cerca solo tiri brevi, a chi soffre molto l’esposizione o a chi preferisce un programma rigido: in Dolomiti la qualità dell’esperienza dipende anche dall’adattarsi a temperature, vento e condizioni della roccia. Il gruppo resta piccolo per mantenere un passo sicuro e un lavoro tecnico reale.
Il territorio e gli elementi del paesaggio
Le Dolomiti hanno un suono particolare: ghiaia sotto gli scarponi, campanacci lontani, vento tra i mughi. Si attraversano valichi e conche tra Catinaccio, Sella, Cinque Torri e le pareti intorno a Cortina, scegliendo ogni giorno un settore diverso per roccia, quota e esposizione. Il calcare qui è netto, scolpito in diedri e cenge, e costringe a leggere la montagna con attenzione: appoggi piccoli, fessure, placche inclinate che chiedono equilibrio più che forza. Gli avvicinamenti passano tra boschi di abete e larice, poi si aprono su ghiaioni chiari e torri isolate; in alto compaiono pareti che sembrano castelli, con vie che seguono logiche antiche. Il paesaggio non è sfondo: entra nelle scelte di itinerario, nel modo di partire presto, nel tenere un passo regolare per rientrare prima che l’aria si raffreddi.
Come si svolge
La settimana alterna giornate di arrampicata su vie a più tiri e momenti dedicati a tecnica e sicurezza, sempre in funzione della parete scelta. Si parte con briefing su meteo, itinerario e materiale; poi avvicinamento, preparazione in sosta e salita tiro dopo tiro, curando progressione, gestione delle corde e comunicazione. La guida imposta ritmo e sicurezza, e accompagna a rendere più autonomi i gesti: soste, recupero del secondo, eventuali calate, lettura della linea. Le giornate si chiudono con rientro in valle e un punto sull’esperienza, così da arrivare alle vie più lunghe con una continuità solida. Il programma resta flessibile: esposizione al sole, quota e condizioni decidono dove mettere le energie.
Come nasce questa esperienza
L’idea nasce dall’esigenza di rendere le Dolomiti accessibili senza semplificarle: pareti bellissime, ma anche complesse, dove il dettaglio conta e la giornata va costruita con criterio. La proposta è stata pensata per accompagnare chi arrampica a trasformare forza e tecnica in continuità, imparando a muoversi su più tiri con scelte chiare e tempi sostenibili. Per questo la settimana mette al centro guide con esperienza specifica su queste pareti e una logistica che permette di spostarsi tra gruppi diversi, seguendo esposizioni e condizioni. La progressione del programma non cerca “prove”: cerca gesti ripetuti bene, dalla sosta alla calata, fino alla gestione mentale dell’esposizione. Anche la scelta delle vie privilegia roccia affidabile e rientri ragionati, così che la memoria della settimana resti fatta di linee salite con lucidità, non di corse o improvvisazioni.
Il segno che lasciamo
Ogni esperienza o viaggio è pensata per avere un impatto positivo sul territorio: attraversare i luoghi lentamente, sostenere realtà locali, scegliere posti e pratiche che contribuiscono a mantenere vivo e curato il paesaggio che incontriamo.
In Dolomiti questo si traduce in scelte concrete: muoversi in piccoli gruppi per ridurre pressione su sentieri e soste, rispettare l’accesso alle pareti e la convivenza con altre cordate, privilegiare rifugi e strutture di valle che lavorano con continuità sul territorio. In parete l’attenzione è anche ambientale: magnesite usata con misura, rifiuti riportati sempre a valle, cura nel non lasciare tracce inutili in sosta. Il tempo speso negli avvicinamenti e nei rientri resta parte dell’esperienza: camminare senza tagliare, ascoltare i luoghi, mantenere un passo che non consumi il paesaggio.
Lo stesso passo, altrove
Tra le stesse montagne, Trekking in Dolomiti porta il ritmo sui sentieri e sulle forcelle. Per restare sull’arrampicata cambiando costa e roccia, Una settimana di arrampicata a Finale Ligure lavora su placche e pareti vista mare. La raccolta completa è nella pagina Arrampicata.
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