Difficoltà

(3/5)

Viaggio di arrampicata e vie lunghe nelle Alpi Marittime

Quota di partecipazione su richiesta

Sette giorni guidati su multipitch tra Valle Maira, Val Gesso e Alpi del Marguareis


Descrizione

Nelle Alpi Marittime la roccia cambia volto di valle in valle: calcari chiari che graffiano la pelle, quarziti rigate di fessure, placche dove i piedi cercano aderenza. In sette giorni si passa da altipiani erbosi e lariceti a conche d’alta quota, con la linea del mare che a tratti affiora lontana. È un viaggio di arrampicata fatto di avvicinamenti silenziosi, tiri condivisi e rientri al tramonto, tra rifugi e piccoli B&B di valle. Le giornate seguono un ritmo umano: tempo per scegliere la via, legarsi, scalare e poi sedersi a guardare le creste quando l’aria si raffredda. L’esperienza è guidata da una guida alpina, con rapporto massimo di due persone, così da curare manovre e scelte meteo senza fretta.

A chi è rivolta
È pensata per chi ha già confidenza con l’imbrago e vuole dedicare una settimana alle vie lunghe: arrampicatori sportivi che cercano continuità su più tiri, alpinisti leggeri interessati a terreno di montagna ben gestito, coppie di cordata che desiderano affinare tecnica e autonomia con una guida. Serve un passo regolare negli avvicinamenti e la disponibilità ad adattarsi: quota, temperature e condizioni cambiano tra Rocca la Meja, il gruppo Castello-Provenzale e il Corno Stella. Potrebbe non essere adatta a chi cerca falesia comoda, giornate brevi o un programma rigido senza margini per meteo e scelta delle linee. La difficoltà delle salite viene calibrata sul livello reale, ma è utile arrivare con una base di arrampicata su roccia e dimestichezza con lunghezze di 5–6 ore in ambiente montano.

Il territorio e gli elementi del paesaggio
Le Alpi Marittime sono l’angolo meridionale dell’arco alpino: montagne che in poche valli passano dall’influenza mediterranea alle forme severe dell’alta quota. Si scala tra l’alta Valle Maira e la Valle Gesso, con tappe che toccano luoghi molto riconoscibili: l’altopiano della Gardetta sotto Rocca la Meja, i prati di Chiappera ai piedi della Provenzale e della Rocca Castello, i valloni che salgono verso il Rifugio Bozano sotto il Corno Stella. Più a est, verso il Marguareis, l’imponente Mongioie offre calcare lavorato e linee verticali. Nel paesaggio compaiono larici radi, pietraie, canaloni ombrosi e pascoli con grange; la roccia racconta storie diverse, dal calcare-dolomia abrasivo della Meja alle fessure del gruppo Castello-Provenzale. Camminare all’attacco fa parte dell’esperienza quanto scalare: ogni avvicinamento è un attraversamento lento di valli abitate poco, dove il silenzio pesa più delle parole.

Come si svolge
Il viaggio è itinerante: si dorme alternando rifugi e B&B di valle, spostandosi tra i diversi gruppi rocciosi in base a meteo e condizioni. Le mattine iniziano con controllo del materiale e briefing sul programma; poi avvicinamento su sentiero, preparazione in sosta e progressione tiro dopo tiro. La guida gestisce sicurezza e manovre, lasciando spazio a chi scala per prendere decisioni, provare protezioni, migliorare comunicazione di cordata e lettura della linea. I rientri sono parte del ritmo: discesa, recupero, una cena semplice e tempo per rivedere i passaggi chiave della giornata prima di spostarsi verso la valle successiva. In questo formato in piccolo gruppo l’attenzione resta alta e la scelta delle vie segue qualità della roccia e competenze del momento.

Come nasce questa esperienza
Questa proposta nasce dall’abitudine di frequentare le valli del Cuneese quando la stagione è di mezzo, tra primavera e autunno, quando le pareti prendono sole ma l’aria resta asciutta. L’idea è costruire una settimana che attraversi più valli, seguendo la qualità della roccia e l’identità dei luoghi: la Meja per le placche abrasive sull’altopiano della Gardetta, Chiappera per l’ambiente raccolto del gruppo Castello-Provenzale, la Valle Gesso per le linee classiche del Corno Stella, fino ai calcari del Mongioie. La scelta di lavorare con guide alpine locali e con un rapporto ridotto nasce da una convinzione pratica: in montagna l’apprendimento passa da gesti ripetuti con calma, e la sicurezza si costruisce su comunicazione e decisioni condivise. Anche l’alternanza tra rifugio e ospitalità di valle è voluta: permette di sentire il passaggio dal sentiero al paese, dalle conche alte ai piatti semplici delle cucine locali, mantenendo il viaggio ancorato al territorio.

Il segno che lasciamo
Ogni esperienza o viaggio è pensata per avere un impatto positivo sul territorio: attraversare i luoghi lentamente, sostenere realtà locali, scegliere posti e pratiche che contribuiscono a mantenere vivo e curato il paesaggio che incontriamo.
Qui questo significa muoversi tra valli e rifugi senza forzare i tempi, rispettando sentieri, aree di pascolo e accessi alle pareti. I pernottamenti in rifugio e nei piccoli B&B mantengono il valore sul posto e aiutano a distribuire le presenze fuori dai picchi. Quando possibile gli spostamenti vengono accorpati e si privilegiano acquisti in valle, dai pranzi al sacco ai piccoli servizi. Con la guida si curano gesti semplici: uso attento della magnesite, raccolta dei rifiuti anche se non propri, scelta delle linee evitando disturbo a fauna e altre cordate. Il risultato è un passaggio leggero, fatto di attenzione quotidiana più che di dichiarazioni.

Lo stesso passo, altrove
Se resta voglia di continuare a muoversi tra crinali e valloni del Cuneese, Traversata delle Alpi Marittime porta lo stesso passo sui sentieri. Per restare sul verticale in un altro paesaggio, Una settimana di arrampicata a Finale Ligure cambia roccia e luce. La raccolta completa è nella pagina Arrampicata.

  • Arrampicata
  • vie lunghe, Alpi Marittime, Valle Maira, Valle Gesso, guida alpina
  • Quota di partecipazione su richiesta
  • Durata:7 giorni
  • Periodo dell'anno:Primavera, Autunno

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